Hi-Fi gratta e vinci

Se lo si osserva distrattamente, il gratta e vinci ha l’aspetto di un concorso a premi.

In realtà la sua valenza più concreta e profonda è di degenerazione e cancellazione.

La degenerazione è innanzitutto quella dello Stato, che da entità destinata idealmente e per elezione a migliorare la vita delle persone, si riduce volontariamente a biscazziere di terz’ordine, la cui specialità migliore è l’equivalente del gioco delle tre carte. In nome e per conto dei cravattari cui si è consegnato, per mezzo di una classe politica di vili affaristi cooptati proprio a tal fine, quale che sia il colore della divisa che indossano.… Vai all'articolo

CD originali o masterizzati – alias la qualità dell’informazione sui social di settore.

Non conta ciò che è vero, ma ciò che è percepito come vero.

Henry Kissinger

 

Me lo ripeto sempre: stai lontano dai social.

Poi giro la stessa avvertenza a chiunque mi chieda informazioni o entri in argomento, specie quando riporta idee o valutazioni che hanno quella stessa origine.

Il motivo è esattamente quello descritto dai uno dei peggiori criminali di guerra del ventesimo secolo, raffigurato in apertura, i guasti causati dal quale siamo ancora qui a subire, a livello globale, e chissà per quanto dovremo farlo ancora.… Vai all'articolo

Costi delle apparecchiature e loro qualità

Alessandro mi scrive:

Buongiorno Claudio,

ho lasciato qualche commento sul tuo sito e credo in parte d’aver inteso la tua filosofia.

Stavo riflettendo e mi sono posto una domanda alla quale potrei anche rispondermi da solo, ma m’interessa di più il tuo punto di vista.

Non sono un audiofilo e le mie conoscenze sul campo sono appena basiche, in verità amo molto di più quello che viene riprodotto dall’impianto sonoro.

Negli ultimi due anni mi  capitato di andare in un negozio a presentazioni di impianti hi-fi e mi chiedo semplicemente perché siano sempre di livello alto-altissimo, per intenderci 80/100 e l’ultimo sopra i 250.000 €.Vai all'articolo

Testimonianze

 

Sandro mi scrive:

Caro Claudio,

seguendo i tuoi consigli ho preso la decisione di modificare il mio 7000 e devo dare ragione a tutto quello che hai scritto nei tuoi due articoli.

Questo oggetto mi sembra un buon progetto realizzato male.

La prima cosa che ho notato sono stati i ponticelli sulle linee di potenza identici a quelli utilizzati per la sezione pre. Un filo misero di sezione 0,4 mi chiedo come possa trasferire gli ampère necessari a muovere una bobina di altoparlante che si rispetti.

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Ultracafonal bavarese. Alias, il nirvana del fabbricante

Come sempre avviene in casi simili, di fronte alle foto e alle notizie che giungono dal salone dell’hi-fi di Monaco l’interesse degli appassionati si scatena.

D’altronde la kermesse bavarese è la manifestazione più importante e rinomata che si tiene in Europa, dedicata alla riproduzione sonora.

Almeno un tempo era così, oggi sinceramente non è più dato sapere cosa sia, quantomeno per chi riesca ancora ad attribuire un significato con il minimo d’indipendenza a quel che si vede passare di fronte agli occhi.… Vai all'articolo

Naim e la setta delle prese DIN – Resto del Mondo

Uno tra gli elementi che reputo più interessanti nella gestione di un sito internet riguarda la corrispondenza che si riceve da parte di lettori e appassionati in genere. Da essa infatti spesso e volentieri si ricavano spunti interessanti per discutere e approfondire diverse questioni riguardanti la riproduzione sonora e i suoi addentellati con quanto avviene a livello della società civile.

Il suo contributo inoltre è da ritenersi fondamentale per avere il polso di quanto avviene nel microcosmo che ruota attorno alla riproduzione sonora, secondo un criterio massimamente fedele che neppure 1000 prove tecniche e di ascolto delle più svariate apparecchiature riuscirebbero a dare.… Vai all'articolo

Il fabbricante ha sempre ragione?

Come non mi stancherò mai di ripetere, nell’ambito della riproduzione sonora si verificano fatti che trovano un loro parallelo nella realtà della società civile e spesso la anticipano addirittura.

Nello stesso modo in cui la società civile ha assunto nel suo assieme una deriva palesemente regressiva, in termini di concezioni, progettualità, consapevolezza, diritti, riguardo alla loro comprensione prima ancora della conseguente rivendicazione e del farne esercizio, arrivando persino a quel che riguarda il quoziente intellettivo dei singoli individui, col passare del tempo il pubblico interessato alla riproduzione sonora osserva quest’ultima e vi si rapporta secondo una tendenza altrettanto indisponibile a considerarne i postulati di fondo e quelli dati dalle condizioni in cui ha luogo.… Vai all'articolo

Strilli e urlatori: panzane a gogò

La storia c’insegna che da essa non impariamo mai nulla

G.B. Shaw

Nel gergo di redazione gli “strilli” sono quelle brevi frasi a effetto messe a bella posta in copertina, in modo tale da attirare l’attenzione e spingere a pensare che per nessun motivo al mondo ci si possa perdere la lettura degli articoli cui rimandano.

L’utilizzo di quello strumento, che spesso e volentieri sconfina nell’abuso, e in ogni caso ha il primo e più vistoso risultato nell’attribuire a quel che vi si affida la rassomiglianza alla stampa di tipo scandalistico, avviene per solito in conseguenza dell’adozione di una linea editoriale basata sul sensazionalismo.… Vai all'articolo

Analogico a lettura ottica e altre prelibatezze

Roberto mi scrive:

Buondi’ Sig. Cecchi.

scrivo per ringraziarla degli articoli sul “giradischi” veramente interessanti, anche se avrei aggiunto parimenti trattatazione teorica (semmai come link).

Comunque di seguito la mia domanda: con il ritorno all’analogico si è andata completando la piu’ completa disalfabetizazione di ascolto musicale negli ultimi cinqunt’anni. Prima il passaggio al digitale comunque e dovunque, ora il ritorno al “ANALOGICO” finto (se non sbaglio oggi tutta la musica è registrata in digitale, non piu’ tramite i vecchi REVOX a 19 cm/sec.),Vai all'articolo

Pollai audiofili parte seconda: l’esperimento di Asch

A completamento della prima parte di questo articolo mi sembra indicato descrivere un esperimento che ritengo fondamentale per l’argomento che in essa si è trattato.

Non solo per la comprensione di determinati fenomeni, ma anche per il modo in cui un qualsiasi individuo può essere spinto a dirsi convinto di tesi che in cuor suo sa perfettamente siano errate. E, in conseguenza di quanto appena detto, come alle piattaforme in apparenza destinate alla socializzazione e alla comunicazione tra le persone si possano in realtà attribuire scopi di controllo delle percezioni e delle reazioni.… Vai all'articolo