Il digitale, il cavallo di Troia e l’elemento imprevisto – parte seconda

Timeo Danaos et dona ferentes.

Virglio, Eneide, libro II verso 4

 

Nella prima puntata di questo articolo abbiamo cercato di comprendere cosa sia in effetti il cavallo di Troia, al di là del significato attribuitogli comunemente, come riconoscerlo negli aspetti della realtà di oggi, anche per mezzo di esempi pratici, e quali siano le sue implicazioni.

Abbiamo visto inoltre come il CD e l’intero sistema di riproduzione sonora digitale, se osservati sotto un certo punto di vista, somiglino fortemente ad esso, quindi abbiano probabilità non indifferenti di esserlo effettivamente, per mezzo dell’analisi della loro storia e soprattutto dei mezzi smisurati profusi a loro favore.… Vai all'articolo

Il digitale, il cavallo di Troia e l’elemento imprevisto – Parte prima

Timeo Danaos et dona ferentes.

Virglio, Eneide, libro II verso 4

 

Tendenza predominante dell’era in cui viviamo è la costruzione di un eterno presente, entro il quale l’individuo perda le coordinate temporali necessarie innanzitutto alla comprensione effettiva dell’ambiente in cui trova, rispetto al quale deve trovare un metodo di sopravvivenza, e per conseguenza la coscienza di sé stesso.

Tralasciando le modalità con cui si perviene a un risultato del genere, pure importantissime, qui ci limitiamo a osservare che tra gli effetti primari nei rapporti con l’esterno vi è la perdita di consapevolezza per quanto appartenga al passato o solo dia l’impressione di essere tale.… Vai all'articolo

La domanda da un milione di dollari parte seconda: linea retta e linea spezzata

 

Se non ci rendiamo conto che ci stanno facendo un lavaggio del cervello è perché probabilmente ce l’hanno già fatto.

P. Banos “Così si controlla il mondo”

 

Chi ha letto la prima parte dell’articolo, nato per rispondere alla domanda inviata da un appassionato, riguardante la possibilità di dar vita a una riproduzione equivalente all’evento reale, sa già di cosa stiamo parlando.

O almeno se n’è fatto un’idea più o meno vaga, speriamo meno.

Al di là della risposta che è possibile dare, in realtà la domanda stessa contiene un errore di fondo tale da invalidarla, per quale che sia.… Vai all'articolo

Costi delle apparecchiature e loro qualità

Alessandro mi scrive:

Buongiorno Claudio,

ho lasciato qualche commento sul tuo sito e credo in parte d’aver inteso la tua filosofia.

Stavo riflettendo e mi sono posto una domanda alla quale potrei anche rispondermi da solo, ma m’interessa di più il tuo punto di vista.

Non sono un audiofilo e le mie conoscenze sul campo sono appena basiche, in verità amo molto di più quello che viene riprodotto dall’impianto sonoro.

Negli ultimi due anni mi  capitato di andare in un negozio a presentazioni di impianti hi-fi e mi chiedo semplicemente perché siano sempre di livello alto-altissimo, per intenderci 80/100 e l’ultimo sopra i 250.000 €.Vai all'articolo

Teac VRDS 25X – L’importanza della sorgente 2

Quanno, de notte, sparsero la voce
che un Fantasma girava sur castello,
tutta la folla corse e, ner vedello,
cascò in ginocchio co’ le braccia in croce.
Ma un vecchio restò in piedi, e francamente
voleva dije che nun c’era gnente.

Poi ripensò: «Sarebbe una pazzia.
Io, senza dubbio, vedo ch’è un lenzolo:
ma, più che di’ la verità da solo,
preferisco sbajamme in compagnia.
Dunque è un Fantasma, senza discussione».
E pure lui se mise a pecorone.Vai all'articolo

La domanda da un milione di dollari. Ovvero, il principio della rotatoria

Adriano mi scrive:

Ciao Claudio,

avrei una domanda da un milione di dollari, fatta la premessa che segue:

il mio impianto qualche anno fa suonava piuttosto male, nonostante le elettroniche fossero di livello alto, grazie al mercato dell’usato; ci ho lavorato parecchio con piccoli e progressivi miglioramenti agli aspetti di contorno (che di contorno non sono: trattamento acustico del locale, posizione dei diffusori, mobili portaelettroniche, cavi, ecc.; in parte con l’autocostruzione) e con la messa a punto del piatto: un Micro Seiki 1500 che in versione standard suonava malaccio e che ora lavora benissimo.

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Testimonianze

 

Sandro mi scrive:

Caro Claudio,

seguendo i tuoi consigli ho preso la decisione di modificare il mio 7000 e devo dare ragione a tutto quello che hai scritto nei tuoi due articoli.

Questo oggetto mi sembra un buon progetto realizzato male.

La prima cosa che ho notato sono stati i ponticelli sulle linee di potenza identici a quelli utilizzati per la sezione pre. Un filo misero di sezione 0,4 mi chiedo come possa trasferire gli ampère necessari a muovere una bobina di altoparlante che si rispetti.

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La Ferrari, la suocera, il cane e la canoa

Possibilmente anche la bicicletta, una batteria da cucina, stoviglie, materassini gonfiabili a forma di coccodrillo, isola tropicale o pescecane. E poi provviste a volontà e tutto il resto dell’equipaggiamento necessario per immergersi in un ambiente idilliaco come quello della foto d’apertura e trascorrervi una bella vacanza con una certa comodità, insieme alla propria famigliola e magari con l’aggiunta di qualche amico o parente.

Ne verrà fuori molto probabilmente un bel ricordo, che ci porteremo dietro a lungo e magari per tutta la vita.… Vai all'articolo

Naim e la setta delle prese DIN – Resto del Mondo

Uno tra gli elementi che reputo più interessanti nella gestione di un sito internet riguarda la corrispondenza che si riceve da parte di lettori e appassionati in genere. Da essa infatti spesso e volentieri si ricavano spunti interessanti per discutere e approfondire diverse questioni riguardanti la riproduzione sonora e i suoi addentellati con quanto avviene a livello della società civile.

Il suo contributo inoltre è da ritenersi fondamentale per avere il polso di quanto avviene nel microcosmo che ruota attorno alla riproduzione sonora, secondo un criterio massimamente fedele che neppure 1000 prove tecniche e di ascolto delle più svariate apparecchiature riuscirebbero a dare.… Vai all'articolo

Corsi e ricorsi storici

Approfitto della richiesta di un appassionato, per un consiglio sulla scelta di un lettore CD non esageratamente costoso, per osservare e commentare gli aspetti comuni della situazione attuale, nell’ambito della riproduzione sonora, con quella che andò a materializzarsi poco meno di un quarantennio fa. Ossia nel momento in cui si ritenne necessario fare piazza pulita dell’analogico per imporre definitivamente, allora così si pensava, il nuovo verbo del digitale.

Per prima cosa vorrei dire che reputo grandemente consolatorio il pervenirmi di richieste del genere.… Vai all'articolo