Il vintage e le sue insidie 2 – Roksan Caspian

Torniamo a parlare di vintage, argomento oggi al centro dell’interesse per numerosi appassionati.

Lo spunto ce l’offre il Roksan Caspian, lettore CD a suo tempo prodotto da un marchio forse non considerato come avrebbe meritato in ambito digitale, pur avendo realizzato meccaniche che godono tuttora di una reputazione invidiabile, come il DP-1 Rok e il DP-2 Attessa.

Anche i lettori completi realizzati dal marchio in questione sono tuttaltro che da disprezzare: dimostrano in particolare la loro efficacia superiore proprio in termini di trattamento del segnale quando si trova ancora in formato digitale, aspetto in genere trascurato ma che ha un’importanza fondamentale come dimostra appunto il rendimento di quelle macchine.… Vai all'articolo

Dall’analogico al digitale, alle memorie di massa

A quasi tre anni di distanza dalla pubblicazione dell’articolo “Convertitori, formati e altre storie dal magico mondo del digitale“, un lettore ha inviato un lungo commento che al di là del suo contenuto mi ha fatto molto piacere.  In primo luogo perché dimostra che i frequentatori di “Il Sito Della Passione Audio” non si limitano ad accedere agli ultimi testi pubblicati ma vanno a curiosare anche nelle pagine più vecchie. Poi perché mi offre l’occasione di puntualizzare nuovamente il mio pensiero al riguardo e per parlare di un argomento che ho rimandato fin troppo a lungo.… Vai all'articolo

Marantz CD 63 mkII KIS

Tra le sorgenti digitali di prezzo non impossibile, il Marantz CD 63 è una di quelle che gode tuttora della reputazione migliore.

In particolare per la sua sonorità, tale da averlo incluso nel novero dei lettori preferiti per gli appassionati che non desiderano spendere somme troppo consistenti, ma neppure vogliono scendere troppo a compromessi.

Sia pure valutato con un metro piuttosto critico, è innegabile che il CD 63 abbia dalla sua doti di musicalità interessanti. Magari non è il lettore che fa saltare sulla sedia per l’esuberanza dei suoi picchi prestazionali, su alcuni parametri specifici, elemento comune tra le macchine destinate a venire a noia dopo un certo tempo.… Vai all'articolo

Analogico: masse, testine e stili di ricambio

A un assertore irriducibile delle qualità in larga parte insuperate dell’analogico, quale sono da sempre, il ritorno d’interesse nei suoi confronti non può far altro che piacere. Grandissimo peraltro.

Non solo per il fatto in sé e per sé e perché, sia pure tardiva, ha avuto giustizia, ma anche in quanto viviamo in un’epoca In cui la manipolazione di massa e il rigetto sistematico di ogni istanza di origine popolare hanno raggiunto livelli impensabili solo qualche anno fa.… Vai all'articolo

Registrazione dal vivo – Tascam DR40

Da appassionato di musica e accanito frequentatore di concerti, la registrazione dal vivo degli stessi è una mia passione parallela in pratica da sempre.

Ho iniziato tredicenne con un Philips K7 e il suo microfono in dotazione, poi anni dopo sono passato a un Sony WM-D6, il famoso Walkman Professional, pagato un occhio della testa e corredato da un microfono Sony ECM 929, in proporzione ancora più costoso. Poi, all’arrivo dei DAT portatili, ho preso un altro Sony, marchio che in tema di registratori amatoriali miniaturizzati ha avuto una lunga e talvolta fulgida carriera, per la precisione il TCD-D7.… Vai all'articolo

Sensibilità e accettazione massima dell’ingresso phono

Qualche giorno fa un frequentatore del sito ha inviato un commento all’articolo dedicato alle testine per giradischi. Dato che riguarda un quesito d’interesse generale, oltretutto rilevante nella scelta e nell’impiego delle varie componenti della sorgente analogica, invece di rispondergli direttamente ho deciso di pubblicare un articolo sull’argomento.

Qui di seguito il commento di Alberto.

Buon dì, un chiarimento : con un pre avente un ingresso phono mm da 2mv ( McIntosh c-26) una testina con uscita da 5-6 mv non satura l’ingresso ?

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Un Dino… Abarth

Nella tradizione motoristica nazionale Dino e Abarth sono due nomi di grande blasone.

Negli anni 60 e 70 Dino è stata la linea delle Ferrari a 6 cilindri, poi anche a 8. Non si trattava assolutamente di una serie più dimessa, sia pure in apparenza rispetto alla tradizione Ferrari basata sui motori a 12 cilindri, ma solo di qualcosa appena meno irraggiungibile.

La serie Dino fu caratterizzata dalle soluzioni tecniche più avanzate per l’epoca o meglio sperimentali, come il motore posteriore-centrale.… Vai all'articolo

Il vintage e le sue insidie

Da qualche anno a questa parte gli appassionati di riproduzione sonora che si rivolgono alle apparecchiature d’epoca sono sempre più numerosi. Tralasciamo motivazioni, implicazioni e collaterali del fenomeno, ai quali sarà dedicato un articolo apposito, e andiamo diretti al nocciolo della questione.

Lo spunto proviene dal messaggio inviato qualche settimana fa da un appassionato, che mi ha contattato per via di alcuni problemi del suo registratore DAT, un Sony DTC 57ES.

Si tratta di una categoria di macchine che personalmente ritengo interessante: inesorabilmente sorpassate dall’evolversi della tecnica, non tanto dell’audio digitale quanto dei supporti utilizzati in quel settore, ma altrettanto significativa quale simbolo di un’epoca e ancor più di come non si esiti a sacrificare tecnologie promettenti pur di non intralciare il passo al sistema che si è stabilito debba essere predominante.… Vai all'articolo

“IL” giradischi 7 – installazione e messa a punto

Dopo tanta teoria, arriviamo agli aspetti pratici inerenti le sorgenti analogiche.

Il primo di essi riguarda la sistemazione in ambiente del giradischi. La sua importanza è fondamentale, perché in assenza di una base d’appoggio in grado di fare il suo dovere, nessun giradischi, economico o costoso che sia, potrà esprimere le sue doti sonore.

Estremizzando il concetto, la base d’appoggio viene prima ancora del giradischi e andrebbe scelta in base alle sue caratteristiche di peso e ingombro.… Vai all'articolo

Vinile, che fare?

La parabola compiuta dal vinile, e più in generale dal sistema di riproduzione analogico nel corso degli ultimi quattro decenni, ritengo sia per molti versi emblematica.

Non era ancora arrivato a esprimere fino in fondo il suo potenziale, quando è stato sostanzialmente eliminato. Non tanto dal digitale, quanto dalla vera e propria frenesia, strumentale, che ha caratterizzato le diverse fasi di sviluppo e diffusione dell’allora nuovo formato. Ne sono stati contagiati per primi i suoi ideatori e sviluppatori, anche per via dell’urgenza di rientrare nel più breve tempo possibile degli investimenti affrontati al riguardo, ma soprattutto la stampa di settore.… Vai all'articolo