Scontro fra titani: Marantz 1060 – NAD 3020i seconda parte

La prima puntata di questo articolo si è chiusa con lo sbigottimento, da parte di molti, nell’osservare come apparecchiature in apparenza banali e realizzate con poco riuscissero con tanta facilità a suonare in modo più gradevole e musicale rispetto a veri e propri mostri, nei confronti dei quali sembrava non potesse esistere possibilità di confronto alcuna.

Se questi ultimi continuavano inevitabilmente a prevalere sotto l’aspetto quantitativo, quegli oggettini cui non si sarebbe accordato un soldo di fiducia obbligarono di fatto ad accettare che, anche nella riproduzione sonora, come in tutte le altre cose di questo mondo, quantità e qualità sono cose distinte e separate, del tutto prive di elementi in comune.… Vai all'articolo

Scontro fra titani: Marantz 1060 – NAD 3020i

 

Il titolo di quest’articolo è ovviamente ironico ma fino a un certo punto: se non sotto l’aspetto della possanza quantomeno da quello delle vendite si tratta di due dominatori assoluti.

Il 1060 è stato l’oggetto dei sogni proibiti della sua epoca: allora, stiamo parlando dei primi anni settanta, già arrivare al 1030 era roba per pochi.

Era l’integrato alla base del listino amplificatori Marantz e aveva un’uscita di 15 watt per canale su 8 ohm.… Vai all'articolo

Valore commerciale e valore d’uso: una differenza sostanziale

 

Samuele mi scrive:

Salve signor Checchi, sono entrato in possesso di questo muscoloso finale Pro, il quesito che mi toglie il sonno sin da quando l’ ho acceso è un terribile e costante ronzio che proviene dal trasformatore del suddetto finale, mi diletto da me con qualche piccolo lavoro di manutenzione, ma nulla di complicato: mi limito a cambiare condensatori, resistenze, qualche cablaggio e pulizia generale.

Un tecnico mi ha detto che bisogna rifare il trasformatore un po’ più piccolo perché questo è troppo tirato quindi, anche l’ età, non lo metto in dubbio (1980) porterebbe a questa spiacevole situazione.

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Sansui AU 888

Il modo con cui si guardano gli oggetti del passato credo costituisca un indicatore tra i più attendibili dell’età reale di un individuo. Il giovane riconosce immediatamente gli elementi della loro obsolescenza, che gli risultano estranei e quindi sostanzialmente incomprensibili. Col crescere dell’esperienza invece, quegli stessi elementi sono osservati in maniera meno critica, se non fin quasi con affetto, proprio perché appartenenti a un’epoca vissuta in prima persona, nei confronti della quale c’è spesso il ricordo, se non un fondo di nostalgia.… Vai all'articolo

Voxson H 302: agli albori dell’hi-fi italiana

A parte il fatto che ora ho alle spalle un numero rilevante di anni in più, la differenza più significativa che passa tra il momento attuale e quello in cui ho iniziato ad avvicinarmi alla riproduzione sonora di qualità, all’inizio del decennio 1970, è che allora il prodotto hi-fi italiano non esisteva.

Di li a poco sarebbe arrivato il Galactron Mk 16 a fare scalpore, forse il primo italiano salito alla ribalta, quantomeno nazionale, di un settore altrimenti monopolizzato dal prodotto estero.… Vai all'articolo

Accuphase E 203

Per la seconda puntata della serie “I Quattro dell’Apocalisse”, eccoci alle prese con uno degli amplificatori integrati più noti della storia della riproduzione sonora amatoriale.

E anche dei più desiderati. A questo proposito ricordo come a cavallo tra la fine degli anni settanta e i primi anni 80, tra i sogni miei e di altri appassionati che frequentavo all’epoca, ci fosse proprio lui, l’E 203. Ce n’era un esemplare nel negozio in cui ci recavamo spesso in pellegrinaggio, e talvolta si riusciva persino a comperare qualcosa, ma non passava volta che non lo ascoltassimo almeno per una buona mezzora, sempre più convinti che fosse esattamente l’oggetto cui ambire più di ogni altro.… Vai all'articolo

Ho cambiato amplificatore e sono scontento. Ora che faccio?

Andrea di Vicenza mi ha inviato il messaggio che segue;

Buongiorno Claudio.
Innanzitutto un grazie per l’ospitalità e per il riscontro al mio commento sul tuo bellissimo articolo “Dieci piccoli inglesi”, quindi un grazie per l’aiuto qui offerto per l’eventuale miglioramento al suono del mio impianto.

Come detto, dal ‘94 ho avuto un amplificatore NAD 302 per lungo tempo abbinato ad una coppia di B&W DM600i a sospensione pneumatica, posizionata in una libreria. Con questo impianto seppur modesto ho ottenuto sonorità gradevoli senza bisogno di sostituzioni fino allo scollamento delle sospensioni in gomma.

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Audio Research SP 4 + McIntosh MC 502

Ognuno ha le sue idee e anch’io, nel mio piccolo, ho ovviamente le mie. Tra quelle riguardanti il settore della riproduzione sonora, una delle prime è che se si ambisce a mettere insieme un impianto capace di dare vere soddisfazioni, ossia un’idea almeno vaga di trovarsi di fronte all’evento reale, la prima cosa da fare è evitare i Quattro dell’Apocalisse.

Non mi riferisco a uno dei classici del western all’italiana, genere che nella completa assenza degl’intenti celebrativo-propagandistici dell’epopea coloniale trovava il miglior punto di distinzione e contrapposizione sostanziale agli originali di provenienza hollywoodiana, dei quali era invece un elemento imprescindibile.… Vai all'articolo

“L’alba di una nuova era”

Tra le stranezze più curiose dell’essere umano c’è quella che pur con la sua intelligenza, ritenuta tale da non avere confronti in un qualsiasi altro essere vivente dell’universo conosciuto, si lascia influenzare nelle sue idee e percezioni, quindi nei suoi atti, dalle convenzioni che lui stesso si è dato per i motivi più vari. Il più comune di essi è la comodità.

Finisce così col credere a cose del tutto inesistenti, malgrado basti l’impiego del minimo di raziocinio ricevuto in dono da Madre Natura per rendersi conto che sono tali e portano a eseguire azioni sostanzialmente prive di senso compiuto.… Vai all'articolo

Marantz PM 7000 – 2: la controprova

Poco più di un anno fa ci siamo occupati di un amplificatore integrato Marantz PM 7000. Sottoposto a un intervento piuttosto radicale, ne ha ricavato un miglioramento in termini di qualità sonora persino inatteso, un po’ su tutti i parametri.

Buona parte dell’articolo andava a sottolineare le numerose contraddizioni realizzative di quell’apparecchiatura, tipiche per le logiche della produzione di grande serie.

Ora di PM 7000 ne è arrivato un secondo esemplare, di colore nero, che sotto questo aspetto mette ancor più in evidenza l’abito mentale tipico per la categoria di apparecchiature cui appartiene.… Vai all'articolo