La domanda da un milione di dollari parte seconda: linea retta e linea spezzata

 

Se non ci rendiamo conto che ci stanno facendo un lavaggio del cervello è perché probabilmente ce l’hanno già fatto.

P. Banos “Così si controlla il mondo”

 

Chi ha letto la prima parte dell’articolo, nato per rispondere alla domanda inviata da un appassionato, riguardante la possibilità di dar vita a una riproduzione equivalente all’evento reale, sa già di cosa stiamo parlando.

O almeno se n’è fatto un’idea più o meno vaga, speriamo meno.

Al di là della risposta che è possibile dare, in realtà la domanda stessa contiene un errore di fondo tale da invalidarla, per quale che sia.… Vai all'articolo

Costi delle apparecchiature e loro qualità

Alessandro mi scrive:

Buongiorno Claudio,

ho lasciato qualche commento sul tuo sito e credo in parte d’aver inteso la tua filosofia.

Stavo riflettendo e mi sono posto una domanda alla quale potrei anche rispondermi da solo, ma m’interessa di più il tuo punto di vista.

Non sono un audiofilo e le mie conoscenze sul campo sono appena basiche, in verità amo molto di più quello che viene riprodotto dall’impianto sonoro.

Negli ultimi due anni mi  capitato di andare in un negozio a presentazioni di impianti hi-fi e mi chiedo semplicemente perché siano sempre di livello alto-altissimo, per intenderci 80/100 e l’ultimo sopra i 250.000 €.Vai all'articolo

La domanda da un milione di dollari. Ovvero, il principio della rotatoria

Adriano mi scrive:

Ciao Claudio,

avrei una domanda da un milione di dollari, fatta la premessa che segue:

il mio impianto qualche anno fa suonava piuttosto male, nonostante le elettroniche fossero di livello alto, grazie al mercato dell’usato; ci ho lavorato parecchio con piccoli e progressivi miglioramenti agli aspetti di contorno (che di contorno non sono: trattamento acustico del locale, posizione dei diffusori, mobili portaelettroniche, cavi, ecc.; in parte con l’autocostruzione) e con la messa a punto del piatto: un Micro Seiki 1500 che in versione standard suonava malaccio e che ora lavora benissimo.

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Testimonianze

 

Sandro mi scrive:

Caro Claudio,

seguendo i tuoi consigli ho preso la decisione di modificare il mio 7000 e devo dare ragione a tutto quello che hai scritto nei tuoi due articoli.

Questo oggetto mi sembra un buon progetto realizzato male.

La prima cosa che ho notato sono stati i ponticelli sulle linee di potenza identici a quelli utilizzati per la sezione pre. Un filo misero di sezione 0,4 mi chiedo come possa trasferire gli ampère necessari a muovere una bobina di altoparlante che si rispetti.

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Hi-Fi, prezzi folli e le apparecchiature che non usiamo

Stefano mi scrive:

Buon pomeriggio Claudio.

Non ci conosciamo, il mio nome è Stefano.

E’ davvero tanto tempo che la leggo e in ogni occasione capisco elementi fondamentali in un ambito tecnico che non mi appartiene.

La ringrazio per questo.

Rimango, ad ogni modo, un ascoltatore e lettore a livello musicale.

Il mio impianto è dedicato ai vinili, nonostante abbia anche diversi supporti digitali. E’ stato costruito e ha subito modifiche con il passare del tempo, anche grazie ad opportunità di acquisto che non ho necessariamente perseguito, sono soltanto capitate.

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Dischi vinilici: a 33 o 45 giri?

Come accade con una certa regolarità, i frequentatori di “Il Sito Della Passione Audio” inviano domande in apparenza banali che invece implicano una serie di questioni piuttosto complesse, per analizzare le quali non basta lo spazio da dedicare a una comune risposta ma è necessario ricorrere a un intero articolo.

Questo è il caso anche della domanda fatta da Arcangelo, che andiamo a leggere.

Gent.mo sig. Claudio
l’altro giorno mi sono imbattuto in un filmato nel quale un ragazzo mostrava il suo ultimo acquisto: un vinile a 45 giri ma di dimensioni simili a un classico LP.

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Se vogliamo andare avanti, l’unica è tornare indietro

di Diego Spano

Una premessa forse non così breve ma necessaria, prima di lasciare la parola a Diego. 

Ci siamo conosciuti solo qualche mese fa ma ci siamo capiti al volo. In breve è nata un’amicizia, cosa rara in età matura, almeno per quanto mi riguarda e se si attribuisce alla parola il suo vero significato, malgrado le nostre esperienze e il nostro vissuto personale siano molto diversi e per certi aspetti persino opposti.

Il motivo credo si evidenzi proprio nella lettura dell’articolo che segue.Vai all'articolo

B&W CDM 1 nr.2: le mie CDM 1

di Diego Spano

La mia vita, in un modo o in un altro, è sempre stata accompagnata dalla musica. Da giovane studiando pianoforte classico prima, chitarra elettrica poi, infine facendo per un poco il musicista.

Fino a quando ho realizzato, dopo l’ennesima serata in un club, che come al solito il noleggio delle apparecchiature audio costava praticamente quanto l’incasso. Cosa che mi ha fatto venire in mente che magari sarebbe stato meglio iniziare ad acquistare pian piano gli impianti audio con gli incassi.… Vai all'articolo

La ricetta e gl’ingredienti

La realizzazione di un qualsiasi manufatto si fonda su due elementi fondamentali: il metodo con cui la si esegue e i materiali che si utilizzano allo scopo.

Come possiamo arguire senza difficoltà, si tratta di aspetti inscindibili l’uno dall’altro. Cosa accadrebbe per esempio se volessimo fare una torta e decidessimo di cuocere gl’ingredienti prima d’impastarli? Se invece seguissimo la giusta procedura ma usassimo quale legante del fango al posto delle uova o bicarbonato al posto dello zucchero che risultato otteremmo?… Vai all'articolo

A volte succede

Gentile Claudio buongiorno,

dai tempi in cui leggevo il suo nome negli articoli delle riviste di settore, non immaginavo che avrei preso contatto, ma oggi le scrivo, non posso più aspettare.
Devo farlo, perchè dopo aver letto diversi fra i suoi temi ritengo doveroso  esprimerle ammirazione e gratitudine.

E….no, “gratitudine” non risulterebbe per nulla eccessivo, dal momento che in mezzo all’infinito mare di immondizia mediatica sembra perfino un sogno intravedere un’isoletta sperduta in cui ci si può trovare un barlume di ragione.

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