I file Blackstone

Nei giorni scorsi è stato pubblicato il resoconto della prova che ha avuto per protagonista l’Audiosilente Blackstone Reference. C’è però ancora qualcosa da dire, non in merito a quel giradischi eccellente, le cui prerogative sono state esplorate in modo approfondito, ma alle modalità di svolgimento della prova che lo ha riguardato.

Per decenni la pubblicistica di settore si è divisa su due fronti. In uno quella che ha tentato di attribuire una parvenza di oggettività ai giudizi da essa espressi, mediante la pubblicazione di grafici e misure.… Vai all'articolo

Audiosilente Blackstone Reference

C’è una prima volta per ogni cosa. Eccoci così alla prima prova di un’apparecchiatura che trova il suo spazio su II Sito Della Passione Audio.

Difficilmente si sarebbe potuto immaginare un esordio migliore, dato che per l’occasione ci occupiamo nientemeno che dell’Audiosilente Blackstone Reference.

Non si tratta soltanto di una tra le sorgenti analogiche più interessanti oggi disponibili, ma di un giradischi unico, per una lunga serie di particolarità concettuali e realizzative.

Ma soprattutto musicali.… Vai all'articolo

La sindrome del cambia-cambia e la difesa di un modello insostenibile

La realizzazione di un impianto audio efficace è vista in pratica da sempre come una sorta di processo evolutivo. Si parte con un sistemino di prezzo più o meno abbordabile e mediante la sostituzione e l’innesto di componenti via via più costosi si dovrebbe arrivare a possederne uno migliore, talvolta di gran classe.

Per quanto si tratti di un metodo dai diversi aspetti positivi, che vedremo tra poco, non so fino a che punto, oggi, si debba fare un atto di fede nei suoi confronti, arrivando persino a imporlo a chi voglia regolarsi diversamente.… Vai all'articolo

Gran Galà Roma 2018

L’edizione 2018 del Gran Galà ha confermato la tendenza già evidenziata dall’ultima edizione della mostra per così dire concorrente, quella di svolgimento dicembrino, riguardante l’aumento per il numero degli espositori.

Così per l’occasione l’area espositiva è praticamente raddoppiata, andando a occupare, almeno nelle attese, anche le salette dello Sheraton 2, oltre a quelle consuete dello Sheraton 3.

All’atto pratico si è verificato che alcune sale sono rimaste chiuse in entrambe le “ali” della manifestazione, il che ha fatto pensare che forse una collocazione unica sarebbe stata possibile, rendendo meno dispersiva la distribuzione degli espositori.… Vai all'articolo

Una chiacchierata con… Massimo Ruscitto

Massimo Ruscitto è una persona dalle caratteristiche insolite.

Riunisce in sé il musicista, l’ingegnere del suono e l’appassionato di riproduzione sonora, identità espresse tutte a un livello decisamente elevato.

Il musicista Ruscitto è pianista e tastierista, a dispetto di quel che s’immaginerebbe dalla foto di apertura, fondatore del gruppo di jazz elettrico Town Street oltre a vantare collaborazioni con artisti di rango. Uno per tutti Roberto Gatto, per il suo disco “Notes” ma anche il sassofonista Maurizio Giammarco e in genere tutta la crema del jazz moderno italiano.… Vai all'articolo

“IL” giradischi 5 – La testina

La testina, o meglio il fonorivelatore, come andrebbe definita tecnicamente, è uno tra gli elementi che con le proprie caratteristiche concorrono maggiormente a definire la sonorità di una sorgente analogica. Di conseguenza anche quella dell’intero impianto che di tale sorgente si avvale.

Compito della testina è trasformare il movimento meccanico, derivante dal tracciamento del solco inciso sulla superficie del disco vinilico, in energia elettrica. Si tratta quindi di un trasduttore, dispositivo la cui funzione è appunto convertire una forma di energia in un’altra, che per convenzione è ritenuta la più difficile e complessa.… Vai all'articolo

I dischi di Gennaio

Per questo mese credo che la precedenza spetti di diritto alla quarta uscita della serie Ultradisc Onestep di MFSL. Dopo “Abraxas” di Santana, The Nightfly” di Donald Fagen e “Live At Vilage Vanguard” del Bill Evans Trio, è ora la volta di “Bridge Over Troubled Water” di Simon and Garfunkel.

Della nuova modalità di stampaggio abbia già parlato nella presentazione del disco d’esordio.

Qui ricordiamo per sommi capi che prevede l’eliminazione di alcuni passaggi relativi al processo di pressatura, il che sia pure a prezzo di un numero ridotto di copie stampabili, permette una qualità sonora maggiore rispetto ai dischi vinilici ottenuti mediante i sistemi tradizionali.… Vai all'articolo

Cavi, diatriba senza fine/3

Eccoci arrivati alla puntata finale di questo lungo articolo, dedicata soprattutto agli aspetti pratici dell’universo cavi.

Abbiamo detto più volte, e lo ripetiamo ancora, che un cavo non può inventare una qualità sonora che non esiste.

Nello stesso tempo, però dovrebbe mantenere la quota più elevata possibile di quella consegnatagli dall’apparecchiatura che lo precede, per trasferirla il più possibile inalterata a quella successiva. Possibilmente senza aggiungervi nulla di suo.

Insomma, un cavo ideale dovrebbe fare da collo di bottiglia e da fonte di degrado meno che sia possibile.… Vai all'articolo

Cavi, diatriba senza fine/2

Nella scorsa puntata di questo articolo abbiamo fissato alcuni elementi essenziali per quel che riguarda la funzione dei cavi nella riproduzione audio.

Per prima cosa abbiamo detto che il cavo ha un effetto essenzialmente, ma non solo, sottrattivo. Il cavo migliore, allora, è quello che effettua la sottrazione minore, ovvero lascia passare inalterata la massima parte del segnale. Ciò vuol dire che per fare la differenza nei confronti di un altro di caratteristiche inferiori, per un cavo è imprescindibile l’esistenza già nell’impianto di un margine in termini di qualità sonora.… Vai all'articolo

Cavi, diatriba senza fine

Sono circa quaranta anni, ormai, che i cosiddetti cavi speciali hanno fatto la loro comparsa.

Dapprima timidamente e poi in forma via via più convinta, trovando un interesse crescente da parte degli appassionati, sulla base dei primi riscontri ottenuti dalla sperimentazione sui loro impianti.

Una sintesi visivamente efficace per la funzione dell’allora nuova tipologia di cavi venne offerta da una delle primissime pubblicità ad essi dedicata, quella di Monster Cable. Raffigurava un amplificatore quasi sul punto di scoppiare per lo sforzo conseguente al soffiare potenza in cavi rabberciati e riannodati alla meglio, al punto che i suoi vu meter erano cosparsi di venuzze iniettate di sangue.… Vai all'articolo