Liquida e streaming: questione di comodità

Dopo il WAF, che ha permesso di portare a livelli inusitati la cura per l’estetica delle apparecchiature, così da meglio celare la loro banalità tecnica e l’inadeguatezza della sonorità spingendone i prezzi alle stelle, oltre a rendere l’uomo più dipendente da mogli e compagne riguardo a cose che a loro interessano poco o nulla, la parola d’ordine nel panorama attuale della riproduzione sonora è comodità.

Da qualche tempo la sento ripetere immancabilmente quando mi capita di scambiare qualche parola con un utilizzatore di streaming e musica liquida.… Vai all'articolo

“L’alba di una nuova era”

Tra le stranezze più curiose dell’essere umano c’è quella che pur con la sua intelligenza, ritenuta tale da non avere confronti in un qualsiasi altro essere vivente dell’universo conosciuto, si lascia influenzare nelle sue idee e percezioni, quindi nei suoi atti, dalle convenzioni che lui stesso si è dato per i motivi più vari. Il più comune di essi è la comodità.

Finisce così col credere a cose del tutto inesistenti, malgrado basti l’impiego del minimo di raziocinio ricevuto in dono da Madre Natura per rendersi conto che sono tali e portano a eseguire azioni sostanzialmente prive di senso compiuto.… Vai all'articolo

Un trittico di nome: Naim CD 5i+Nac 92+Nap 90

Nell’ambito delle apparecchiature destinate alla riproduzione sonora amatoriale, i prodotti Naim fanno caso a sé per soluzioni tecniche, utilizzative e più che mai per la clientela potenziale cui si rivolgono.

Al tempo erano indicati come l’unica alternativa alle elettroniche Linn per chi utilizzasse giradischi di quel costruttore, ovvero il Sondek, macchina pluriosannata e per molto tempo ritenuta dai suoi estimatori l’unica in grado di riservare al supporto vinilico il trattamento ad esso congeniale.

Non solo, per trarne il meglio era opinione comune, o meglio legge non scritta e come tale mille volte più efficace, che fosse imprescindibile abbinarvi elettroniche e diffusori dello stesso marchio, secondo una logica contraria rispetto agli usi e costumi del settore, forse più vicina a quella degl’impianti coordinati.… Vai all'articolo

I “magici” lettori CD degli anni 80

Qualche giorno fa ho ricevuto il messaggio seguente.

Buongiorno sig. Checchi, ho scoperto da poco il suo sito che trovo molto interessante e, oltre a complimentarmi con lei, vorrei approfittare della sua conoscenza in materia Hi-Fi per chiederle cosa ne pensa della teoria che vedrebbe i primi lettori CD degli anni 80 come macchine estremamente bensuonanti, e come panacea di tutti i problemi che affliggono il loro formato.
In particolare vorrei sapere se ha mai ascoltato e come considera l’idolatrato Grundig CD 7500 o Philips CD 303, a detta di molti un lettore sensazionale rimasto insuperato da tutto ciò che è venuto dopo.

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Vinile anni ’70 e insonnie audiofile

Un appassionato di vecchia data mi ha inviato il messaggio pubblicato di seguito. Dato che l’argomento da lui sollevato non è solo d’interesse generale ma ha una serie d’implicazioni non indifferente, per analizzarlo con un minimo di esaustività è necessario lo spazio di un articolo vero e proprio invece di quello occupato dalla solita risposta.

Vediamo innanzitutto cosa scrive:

Buongiorno, i complimenti per ciò che scrive e come, cosa non indifferente. La profondità tecnica e i collegamenti interdisciplinari, diciamo, rendono i suoi articoli molto interessanti e densi, buon materiale per fare riflessioni complesse.

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Marantz PM7000, un esempio di logica industriale

Qualche tempo fa mi ha contattato Michele, appassionato che vive in Austria, riguardo al suo amplificatore integrato, quello di cui ci stiamo interessando.

Essendo già alcuni anni che lo ha acquistato, oltretutto usato, e volendo servirsene ancora a lungo, da possessore coscienzoso qual è ha deciso di sostituire i condensatori elettrolitici. Ossia i componenti maggiormente a rischio nelle apparecchiature che hanno più di qualche anno d’età, e anche quelli che forse più di ogni altro possono penalizzare le prestazioni di una qualsiasi elettronica nel lungo termine, data la loro tendenza a esaurirsi.… Vai all'articolo

Un commento emblematico -alias- l’uso spregiudicato del pretesto

Da poco è stato inviato un commento a un articolo che è in linea da circa un anno.

Poiché lo ritengo emblematico per una serie di elementi che stanno letteralmente dilagando nell’atteggiamento comune a una precisa fascia di individui, invece che confinarlo nella sezione commenti dell’articolo di competenza, in cui avrebbe avuto per forza di cose una visibilità limitata e come tale sarebbe stato fin quasi sprecato, ho pensato di dedicargli un articolo. Così da porre meglio in evidenza la pretestuosità delle motivazioni da cui muove, l’assenza di credibilità dei suoi contenuti e i toni da cui è pervaso, tali da renderlo sostanzialmente irricevibile.… Vai all'articolo

X-Fi 4: sperimentazione, fruizione, informazione

Ho dedicato le feste natalizie alla sperimentazione di un’ideuzza che avevo in mente da tempo. I risultati che ha dato sono andati oltre le attese, cosa che accade con una certa frequenza quando ci si dedica al miglioramento delle condizioni materiali in cui si trova a operare l’impianto. E soprattutto pone di nuovo in evidenza quel che ripeto sempre: le apparecchiature sono importanti ma lo è almeno altrettanto fare in modo che possano esprimersi al meglio delle loro possibilità.… Vai all'articolo

Una tavola rotonda immaginaria – 2

Riprendiamo qui la discussione della nostra tavola rotonda, immaginaria ma fino a un certo punto, dato che i suoi interventi sono stati effettuati realmente, sia pure in sedi e tempi diversi. Malgrado ciò si riscontra la continuità e la coerenza degli argomenti in essi toccati, proprio in conseguenza  della stretta relazione da cui sono legati.

L’elemento di rilievo maggiore emerso dalla prima puntata della discussione credo riguardi il preconcetto legato alla questione cavi. L’impressione è che per una serie di motivazioni non si voglia proprio accettare l’idea che un cavo possa influire sulla sonorità dell’impianto.… Vai all'articolo

La sindrome del cambia-cambia e la difesa di un modello insostenibile

La realizzazione di un impianto audio efficace è vista in pratica da sempre come una sorta di processo evolutivo. Si parte con un sistemino di prezzo più o meno abbordabile e mediante la sostituzione e l’innesto di componenti via via più costosi si dovrebbe arrivare a possederne uno migliore, talvolta di gran classe.

Per quanto si tratti di un metodo dai diversi aspetti positivi, che vedremo tra poco, non so fino a che punto, oggi, si debba fare un atto di fede nei suoi confronti, arrivando persino a imporlo a chi voglia regolarsi diversamente.… Vai all'articolo