Già da tempo avevo invitato Tonino e Claudio per un ascolto nella mia saletta. Dopo una serie di rinvii, complice forse il Roma Hi-Fidelity l’appuntamento è stato fissato per il sabato successivo a quello della mostra. Occasione ideale: con le impressioni ancora fresche ricavate dagli impianti di sonorità più esplicita della rassegna, i parametri per esprimere un giudizio attendibile di sicuro non mancavano.
L’ascolto è andato avanti per diverse ore, durante le quali è stato riprodotto un po’ di tutto: dal jazz che insieme al rock progressivo è il mio preferito, alla musica per pianoforte, strumento rivelatore di magagne per eccellenza, a quella eseguita con strumenti acustici e poi medievali, se possibile ancora più critici, alle voci, singole e in coro.… Vai all'articolo