Le mie avventure con gli spedizionieri

di Russell Kingery

 

Qui negli Stati Uniti abbiamo molte compagnie di spedizioni tra cui scegliere. Dal comune United States Postal Service (USPS) a compagnie private come UPS, Federal Express (Fed Ex) e diverse altre, inclusa una serie di spedizionieri meno conosciuti per gli articoli più pesanti. Fed Ex, UPS e USPS hanno dei limiti per peso e dimensioni dei pacchi che escludono molti dei diffusori di maggiore ingombro e gli amplificatori più pesanti. Così per questi oggetti si richiedono tariffe onerose e a meno che non le si spedisca con ditte specializzate in oggetti fragili, può essere rischioso. Meglio evitare, se possibile, ma se ci si possono permettere apparecchiature di quel livello, forse i costi di una spedizione appropriata non spaventano più di tanto.

Personalmente ho avuto numerose esperienze nella spedizione di apparecchiature stereo. Tutto il mio impianto si avvale di componenti usati, in gran parte come nuovi ma non acquistati presso negozi specializzati. Così, mentre posso risparmiare più della metà del prezzo di vendita da nuovo, prendo i miei rischi nel riceverli attraverso spedizioni effettuate da ditte private e anche nello spedire le apparecchiature che ho venduto ad altri. Sfortunatamente non tutte le mie esperienze sono state buone.

Quando si imballa un oggetto da spedire deve essere a prova di gorilla! Nessuno si prenderà cura del tuo pacco, non importa il numero di etichette fragile si mettano su di esso. A volte le apparecchiature più costose hanno un doppio imballo, che significa impacchettarle nella loro scatola originale, e poi in un’altra scatola con uno strato di materiale protettivo tra di esse. Se si vendono apparecchiature usate, il loro valore aumenta se si hanno ancora le protezioni originali. Ci sono venditori che postano le foto dell’imballo con dentro l’apparecchiatura, nei loro annunci. Così, se possibile, è meglio conservarli.

Di recente mi sono messo alla ricerca di un nuovo finale. Volevo uno di quelli grossi, come quei Krell che si avvicinano al limite superiore delle spedizioni accettate, qui negli States. Ho trovato proprio quello che volevo in Canada: un Krell Evo 302 con 4 quattro anni di vita in condizioni perfette, a un prezzo pari a quasi un terzo di quello da nuovo. Sembrava una cosa fatta, fino a che ho iniziato a leggere riguardo agli acquisti dall’estero.

Ho fatto la mia ricerca su vari forum e ho trovato diverse storie dell’orrore riguardanti proprio gli acquisti da fuori il paese. Qualsiasi cosa, dalla dogana che tiene fermi i tuoi oggetti per mesi oppure apre gli imballi e persino le apparecchiature! Tolgono gli altoparlanti dai cabinet o i pannelli dagli amplificatori cercando stupefacenti all’interno. Per poi rimettere tutto nelle scatole senza nessuna delle cure del mittente riguardo alla protezione del tuo investimento. Per non parlare di costi sconosciuti. Si, persone hanno raccontato di conti ricevuti mesi dopo che le loro apparecchiature erano state esaminate dalla dogana, per la compilazione dei documenti. Sembra che ce ne siano molti da riempire e se il lavoro non è fatto a dovere può costarti caro. Più altri oneri relativi al passaggio dell’oggetto attraverso il confine, a volte nell’ordine delle centinaia di dollari. Altri invece hanno detto di non aver avuto alcun problema. Mi si lasci dire che non ho quel genere di fortuna: se può andare male, si può stare sicuri che succederà a me. Così ho deciso di lasciar andare quell’amplificatore per la paura di una brutta esperienza con la dogana.

Così ho trovato un’altra occasione invitante. Un bellissimo Classé C 400, un altro mostro di amplificatore dal peso di oltre 60 chili. Il venditore non aveva l’imballo e quindi richiedeva il ritiro di persona. Sarebbero state 8 ore di guida fin laggiù. Per problemi di età e di salute non posso sollevare nulla di così pesante, così avrei avuto bisogno di un amico che venisse con me, mi assistesse per il ritiro e si facesse quel viaggio di 16 o 18 ore tra andata e ritorno. E’ strano vedere quanti amici si hanno, o non si hanno, quando c’è bisogno di un aiuto per una cosa del genere. Così ho chiesto a mio genero, ma per due settimane non avrebbe potuto assentarsi dal lavoro. Nel frattempo il venditore aveva venduto l’amplificatore a qualcun altro. Di nuovo la mia fortuna!

Poi finalmente ho trovato un buon prezzo per il Krell dei miei sogni. Un FPB 300 in condizioni perfette, un mostro da 300 watt in Classe A da 60 chili di peso, il cui venditore era disponibile a spedire. Ovviamente a mie spese, con un costo di 250 dollari per farlo arrivare dalla California alla Virginia. La spedizione ha richiesto un’intera settimana e una buona parte del costo è andato per l’assicurazione. Ora, qualcuno mi può spiegare perché devo comperare un’assicurazione per proteggermi dallo spedizioniere che sto già pagando per il suo servizio?

Così 6 giorni più tardi, finalmente l’amplificatore arriva. L’imballo sembra a posto e così firmo la ricevuta. Ma quando apro l’imballo scopro che l’amplificatore è caduto e ha un’aletta piegata sul lato destro del frontale. Non in maniera grave, ma comunque piegata. Allora l’assicurazione dovrebbe pagare la riparazione, giusto?

No, non così alla svelta, l’assicurazione non funziona in questo modo. O accetto o lo rimando indietro, non c’è via di mezzo. Ho avuto l’amplificatore a un buon prezzo e a parte l’aletta piegata è perfetto, suona molto bene. Voglio davvero rimandarlo indietro per poi farmi restituire i soldi dal venditore? Alla fine ho deciso di tenere l’amplificatore e pagare di tasca mia per ripararlo o forse tenermelo così com’è. Magari potrei provare a sistemarlo da me. Dopo tutto quello che avevo passato per comperare un amplificatore, non me la sentivo di darlo indietro e ricominciare da capo.

Questa non è la mia prima esperienza con gli spedizionieri. Le precedenti hanno influito sulla mia decisione. Circa 6 anni fa ho comperato una coppia di diffusori usati. Il venditore era una brava persona e molto disponibile: hanno imballato i diffusori separatamente e spedito due scatole. Quando sono arrivati era evidente che uno fosse danneggiato. C’era un grosso buco nello scatolone, fatto dalle forche del muletto, che aveva danneggiato anche il diffusore. Si, un buco rettangolare proprio nel cabinet. Così ho detto al corriere che volevo denunciare il danno. Lui ha preso nota nella sua scatola elettronica e se n’è andato. Qualche giorno dopo un agente della UPS è venuto da me, ha verificato la scatola e fatto delle foto. Ho chiamato per sapere cosa stesse succedendo, ma non mi è stato permesso di proseguire. “No, signore, solo il mittente può avere rapporti con la compagnia. Anche se ero io che avevo pagato per l’oggetto, e quindi ne ero il possessore, per la spedizione e l’assicurazione. Così il venditore è stato così gentile da fare del suo meglio. Mi ha detto che l’ispettore ha dichiarato che non era colpa della UPS, perché l’imballo era eseguito impropriamente. Per fortuna avevo le foto a provare che era stata una forca a sfondare il diffusore, e quindi la responsabilità era la loro. Solo una protezione metallica avrebbe potuto evitare il danno. Così dopo più di un mese finalmente si sono arresi e hanno pagato, ma solo la metà. Dato che solo un diffusore era danneggiato. Così sono venuti da me, hanno ritirato il diffusore per spedirlo al venditore. Quando lo ha ricevuto mi ha detto che il danno era molto peggiore rispetto a quello visibile nelle foto. Così è stato così gentile da rimandarmelo indietro, in modo che lo potessi riparare.

UPS aveva danneggiato il diffusore un’altra volta. Di proposito, per essere sicuri che nessuno lo avrebbe potuto riparare.

Come bambini, indispettiti per perché avevano dovuto risarcirmi. Hanno fatto tutto quello che potevano per non pagare il danno che avevano provocato e poi hanno distrutto il diffusore. Per fortuna mio padre ha una falegnameria, abbiamo ricostruito e impiallicciato il diffusore riportandolo a nuovo. Ma il calvario è durato mesi. Ecco perché ho esitato a denunciare il danno subito dal mio amplificatore. Se avessi potuto far valutare il danno dalla Krell e ricevere solo quella somma, forse avrei dato seguito alla cosa, ma non è possibile. Anche se lo avessi rifiutato avrei avuto i miei soldi indietro, tranne quelli della spedizione, che quindi avrei perduto.

Vivo con l’amplificatore e la sua aletta piegata ormai da qualche mese e non rimpiango di averlo tenuto. E’ molto bello e suona parecchio bene, quindi potrei tenerlo per sempre. Penso che proverò a ripararlo, se è possibile acquistare un’aletta di ricambio, se la si può riaddrizzare o alla peggio spostarla sul retro, dove sarebbe meno evidente.

In ogni caso le apparecchiature usate vendute in rete sono una risorsa considerevole: possiedo un impianto che non avrei mai potuto sperare di permettermi se lo avessi dovuto comperare nuovo. Avere rapporti con i corrieri e i pericoli della spedizione di apparecchiature delicate fa parte del gioco e ogni volta che si acquista un oggetto e lo si spedisce si prendono dei rischi. Comunque ho potuto risparmiare due terzi del prezzo da nuovo del mio amplificatore. Quando metto su uno dei miei dischi preferiti e abbasso le luci dimentico quei corrieri combina guai e mi godo la musica! Con un sistema che mi scalda l’anima e mi dà gioia. Che può trasportarmi in un altro posto nel tempo, dove una grande musica è stata suonata.

Allora, forse, tutto considerato ne è valsa la pena.

 

 

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