Se invece di affogarlo nel vino lo avessero lasciato campare in pace, ieri, 27 novembre, Jimi Hendrix avrebbe compiuto 80 anni.
Di quel liquido all’autopsia i suoi polmoni sono stati trovati pieni, mentre la concentrazione di alcool nel suo sangue era bassissima, proprio come se vi fosse stato calato a forza o altrimenti costretto a ingurgitarne quantità rilevanti per portarlo nel tempo più breve all’asfissia,
Quindi sarebbe un arzillo vecchietto che invece di passare alla storia, o meglio alla leggenda per il combinato disposto della sua espressività che non ha mai più trovato paragone alcuno, dell’innovazione che ha prodotto sia nella tecnica del suo strumento, la chitarra, sia nel linguaggio musicale in cui ha sospinto il blues, il rock e la sintesi che ne è derivata a una coniugazione semplicemente inimmaginabile prima di lui, e purtroppo anche della fine che ha avuto, forse ci delizierebbe ancora con la sua musica.… Vai all'articolo