Gioele mi scrive:
Buongiorno sig. Checchi,
è un piacere scriverle per un parere tecnico sull’integrato in oggetto (Luxman L210). Ma prima è doveroso da parte mia esprimere i complimenti per l’onestà intellettuale e la schiettezza con cui argomenta gli articoli di questo sito, da cui attingo da alcune settimane per approfondimenti personali.
Ma veniamo al dunque.
Ho reperito sulla famosa baia questo integrato anni 80 portandolo a casa a meno di 100€. Le sue condizioni di mantenimento non erano disperate al livello sia estetico che elettrico. Tuttavia all’ascolto appariva abbastanza piatto pertanto mi sono procurato lo schema elettrico e, dopo averli classificati, ho ordinato presso un noto rivenditore i condensatori elettrolitici nuovi per effettuarne la sostituzione.
Ho inoltre diassemblato il commutatore degli ingressi perché aveva un contatto non ottimale e infatti è stato necessario levigare e ripulire dall’ossido i contatti interni. Riassemblato il tutto con la pazienza di un orefice il miglioramento è stato netto e tutto è tornato a funzionare perfettamente.
Infine ho risolto un problema abbastanza frequente su queste macchine ovvero la rottura del diodo zener che alimenta la lampadina di accensione. Dopo averlo sostituito insieme alla lampadina stessa ho ripristinato il bell’indicatore luminoso.
A questo punto la prova di ascolto diventa più convincente. Quell’opacità iniziale lascia il posto a una discreta limpidezza. Ovviamente parliamo di un elettronica giapponese dei primi anni 80 e quindi non possiamo pretendere prestazioni altisonanti ma per i miei gusti e per la sua destinazione d’uso (garage/laboratorio) il risultato non è da disprezzare.
Purtroppo rimane una nota stonata: le morsettiere di uscita per gli altoparlanti. Sinceramente non ne ho mai viste di così mediocri e scomode. Soprattutto non si sa mai se il cavo spellato che dovrebbero accogliere è entrato nella giusta profondità. Ed ecco la domanda: cosa posso utilizzare per migliorare la situazione?
Mi chiedevo se potesse suggerirmi una morsettiera valida e affidabile ed eventualmente dove reperirla.
Spero di non essermi dilungato eccessivamente e ringrazio anticipatamente per la risposta.
Saluti
Ciao Gioele, grazie del contributo.
Quel che racconti pone in evidenza il problema numero 1 del vintage, descritto peraltro in un paio di articoli.
Se è ancora possibile aggiudicarsi apparecchiature interessanti a prezzi contenuti o proprio di saldo, ci si trova poi a dover prendere la decisione se tenersi l’oggetto così com’è, accettandone le limitazioni sopravvenute a seguito dei lunghi anni durante i quali è stato usato, e oltretutto se lo si fosse lasciato spento sarebbe anche peggio, oppure tentare un ripristino, con tutte le incognite del caso.
Ma soprattutto i costi. Ai prezzi attuali della componentistica di qualità almeno decente, il solo acquisto del parco elettrolitici necessario rischia di andare oltre il prezzo d’acquisto dell’oggetto.
Poi c’è chi è in grado di fare da sé tutto il lavoro, ma se ci si deve affidare all’intervento di un tecnico il costo dell’operazione sale parecchio. Tantopiù se si vanno a tentare salvataggi di componenti dal costo magari di pochi euro ma che spesso sono irreperibili: lunghi, complessi e per forza di cose costosi.
Ecco dunque che quello che sulle prime, o senza avere coscienza di certe realtà, potrebbe sembre un grosso affare foriero di chissà quali risparmi, va a risolversi in un piccolo bagno di sangue, quasi sempre eccedente il costo di una buona apparecchiatura di livello confrontabile e produzione attuale.
Certo gli oggetti di oggi difficilmente possono avere il fascino di un amplificatore d’epoca, sia pure posizionato alla base del listino d’allora come il Luxman in questione, e anche questo va messo nel conto.
Tanti si accontentano, ma come hai giustamente sottolineato, è una sonorità spenta, priva di vita.
Riguardo al tuo quesito, trovare una morsettiera che si adatti a quella originale non quanto sia possibile. Forse potresti prendere spunto dal lavoro eseguito sul Marantz PM 7000 di cui ho parlato tempo fa. I morsetti originali erano inadeguati e li ho sostituiti con altri presi in rete, inserendo dall’interno una piastra metallica opportunamente forata per il loro sostegno.
Ancora una volta è stato un lavoro non particolarmente difficile, ma che affidato a un tecnico avrebbe il suo costo.