Opere rock: Joe’s Garage Act II & III

Alla fine fu scoperto che Dio non voleva che fossimo tutti uguali.
Cattive notizie, queste, per il Governo Del Mondo, dato che sembrava contrario alla dottrina dei Servizi a Porzioni Controllate.
L’umanità doveva essere resa più uniforme se il futuro stava per funzionare. Vari modi furono seguiti per legarci tutti assieme, ma ahimè l’uniformità non poteva essere imposta.
E’ più o meno in quel momento che qualcuno venne fuori con l’idea della criminalizzazione totale.
Basata sul principio che, se fossimo tutti malviventi, potremmo alla fine essere in qualche grado uniformi agli occhi della legge.

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Opere rock: Joe’s Garage Act 1

Joe’s Garage è una storia stupida riguardo a come il governo stia cercando di sbarazzarsi della musica (causa primaria di comportamenti di massa indesiderabili). È una specie di recita scolastica davvero da poco… Nel modo in cui avrebbe potuto essere eseguita 20 anni fa (ossia a fine anni ’50 n.d.r.), con tutte le scene fatte da scatole di cartone dipinto. Somiglia anche a quelle conferenze che le sezioni antínarcotici locali solevano tenere (dove ti mostrano quelle lavagne con su tutti i modi in cui puoi distruggere te stesso, con le pillole che portano all’erba, che a sua volta porta all’ago, ecc., ecc.).”

Frank Zappa, 1979, note di copertina di “Joe’s Garage

 

 

Insignito della Legion d’Onore dal ministro della cultura francese, nomi­nato ambasciatore culturale dal presi­dente dell’ex Repubblica Cecoslovac­ca Havel, la sua musica è stata diretta da Zubin Mehta e Pierre Boulez: un curriculum niente male per uno che, almeno dalle nostre parti, doveva gran parte della sua notorietà iniziale a un poster in bianco e nero che lo ritraeva nudo, seduto su un gabinetto.… Vai all'articolo