X-Fi, tre casi di scuola. Anzi quattro

Abbiamo già parlato di X-Fi, qui e qui. Ne riassumiamo per sommi capi i concetti di fondo.

La necessità di una nuova definizione, atta a distinguere la riproduzione sonora di qualità realmente elevata da tutto ciò che non lo è ma finge di esserlo, nasce dal fallimento conclamato di quella che a suo tempo è stata definita hi-end.

Sigla che a sua volta si rese necessaria quando i confini dell’hi-fi vennero sempre più ampliati, per motivi eminentemente commerciali, fino a includere oggetti che di alta fedeltà avevano ben poco.… Vai all'articolo

Cavi, concerti e break-in

di Russell Kingery

 

Molti non credono al fenomeno del “break-in”, pensano sia più psicologico che una funzione dell’impianto audio.

Vari costruttori di apparecchiature high end raccomandano comunque un certo numero di ore per il break-in delle loro apparecchiature. Se si chiedono prezzi così alti, per quale motivo non si effettua il break-in prima della vendita? Cosa può venire di buono dall’ascolto di un’apparecchiatura non rodata, se non che il possessore pensi che l’oggetto appena acquistato non suona come nella sala d’ascolto del negoziante?… Vai all'articolo