Una tavola rotonda immaginaria – 2

Riprendiamo qui la discussione della nostra tavola rotonda, immaginaria ma fino a un certo punto, dato che i suoi interventi sono stati effettuati realmente, sia pure in sedi e tempi diversi. Malgrado ciò si riscontra la continuità e la coerenza degli argomenti in essi toccati, proprio in conseguenza  della stretta relazione da cui sono legati.

L’elemento di rilievo maggiore emerso dalla prima puntata della discussione credo riguardi il preconcetto legato alla questione cavi. L’impressione è che per una serie di motivazioni non si voglia proprio accettare l’idea che un cavo possa influire sulla sonorità dell’impianto.… Vai all'articolo

Una tavola rotonda immaginaria

La pubblicazione degli articoli sui cavi, avvenuta qualche tempo fa qui, qui e qui, e la loro condivisione hanno prodotto una quantità di polemiche che sinceramente mi aspettavo, ma non in proporzioni simili e con tale virulenza.

Lo scopo di quegli articoli è cercare di fare un minimo di chiarezza, partendo dalla lunga serie di esperienze compiute al riguardo. Le discussioni che ne sono derivate hanno messo in luce tra le altre cose la scarsa attitudine di quanti oggi sono individuati come “cavoscettici”, ma che in realtà negano in toto la possibilità di qualsiasi cosa vada oltre la mediocrità, a considerare il significato concreto delle loro stesse affermazioni e degli atteggiamenti che assumono nelle discussioni legate alla riproduzione sonora.… Vai all'articolo

Cavi, diatriba senza fine/3

Eccoci arrivati alla puntata finale di questo lungo articolo, dedicata soprattutto agli aspetti pratici dell’universo cavi.

Abbiamo detto più volte, e lo ripetiamo ancora, che un cavo non può inventare una qualità sonora che non esiste.

Nello stesso tempo, però dovrebbe mantenere la quota più elevata possibile di quella consegnatagli dall’apparecchiatura che lo precede, per trasferirla il più possibile inalterata a quella successiva. Possibilmente senza aggiungervi nulla di suo.

Insomma, un cavo ideale dovrebbe fare da collo di bottiglia e da fonte di degrado meno che sia possibile.… Vai all'articolo

Cavi, diatriba senza fine/2

Nella scorsa puntata di questo articolo abbiamo fissato alcuni elementi essenziali per quel che riguarda la funzione dei cavi nella riproduzione audio.

Per prima cosa abbiamo detto che il cavo ha un effetto essenzialmente, ma non solo, sottrattivo. Il cavo migliore, allora, è quello che effettua la sottrazione minore, ovvero lascia passare inalterata la massima parte del segnale. Ciò vuol dire che per fare la differenza nei confronti di un altro di caratteristiche inferiori, per un cavo è imprescindibile l’esistenza già nell’impianto di un margine in termini di qualità sonora.… Vai all'articolo

Cavi, diatriba senza fine

Sono circa quaranta anni, ormai, che i cosiddetti cavi speciali hanno fatto la loro comparsa.

Dapprima timidamente e poi in forma via via più convinta, trovando un interesse crescente da parte degli appassionati, sulla base dei primi riscontri ottenuti dalla sperimentazione sui loro impianti.

Una sintesi visivamente efficace per la funzione dell’allora nuova tipologia di cavi venne offerta da una delle primissime pubblicità ad essi dedicata, quella di Monster Cable. Raffigurava un amplificatore quasi sul punto di scoppiare per lo sforzo conseguente al soffiare potenza in cavi rabberciati e riannodati alla meglio, al punto che i suoi vu meter erano cosparsi di venuzze iniettate di sangue.… Vai all'articolo