I dischi di Ottobre

 

Eccoci al primo appuntamento che mese dopo mese passerà in rassegna le nuove uscite e le ristampe, più o meno “audiophile” del mercato discografico.

Direi che questa volta la precedenza sia dovuta a due anteprime, che faranno la felicità di molti: per il prossimo 18 novembre è prevista l’uscita della riedizione di “Live At The Hollywood Bowl” dei Beatles su supporto vinilico da 180 g. Avrà una copertina doppia, la cosiddetta gatefold, e un libretto interno di 24 pagine, contenente un essay del noto giornalista musicale David Fricke.… Vai all'articolo

Fabio Morgera, intervista a una delle punte di diamante del jazz italiano

Tra le dichiarazioni dell’ex ministro Tremonti che a suo tempo fecero più scalpore, c’è quella con cui ha sottolineato che “con la cultura non si mangia”.

Posizione alquanto paradossale per il ministro di un paese che ha un retroterra culturale tra i più ricchi a livello planetario, che oltretutto ha fatto parte di governi capeggiati da chi controlla un gruppo di aziende tra le quali vi sono case editrici come Mondadori e Laterza.

Quello di Tremonti è purtroppo un abito mentale comune un po’ a tutti i livelli, ma tipico di una classe dirigente di ignoranza surreale, confacente al complesso di inferiorità e al conseguente servilismo nei confronti delle politiche imposte dall’estero che hanno causato un degrado per la cosa pubblica e le condizioni di vita italiane semplicemente inimmaginabili solo poco tempo fa.Vai all'articolo

Toni Esposito, un “progger” trascurato

Il rock progressivo italiano sta conoscendo ormai da anni un forte ritorno di interesse. Non solo tra chi ebbe la fortuna di viverlo direttamente, ma anche da parte di chi per motivi anagrafici non ha potuto farlo.

Le ristampe dei dischi del genere sono all’ordine del giorno e hanno permesso di recuperare un patrimonio musicale di ampiezza sorprendente. Molti infatti passarono del tutto inosservati al momento della loro pubblicazione, insieme ai loro autori. Soprattutto quelli distribuiti dalle etichette minori, ostacolate da problemi economici non di rado insormontabili.… Vai all'articolo

L’estetica del lavoro è lo spettacolo della merce umana

Queste parole provengono dal testo di “ZYG-Crescita Zero”: ne avevo fatto il titolo per la rievocazione del primo album degli Area, in occasione del quarantennale dalla sua uscita.

Venne sostituito dalla rivista con cui collaboravo con un ossequiente e banale “Tributo agli Area”, ovviamente senza neppure preoccuparsi di avvertirmi. Forse un concetto come quello di “merce umana” potrebbe essere ritenuto fin troppo crudo e potenzialmente scandaloso dalle anime belle che non tollererebbero di vederlo nero su bianco.… Vai all'articolo