Una tavola rotonda immaginaria – 2

Riprendiamo qui la discussione della nostra tavola rotonda, immaginaria ma fino a un certo punto, dato che i suoi interventi sono stati effettuati realmente, sia pure in sedi e tempi diversi. Malgrado ciò si riscontra la continuità e la coerenza degli argomenti in essi toccati, proprio in conseguenza  della stretta relazione da cui sono legati.

L’elemento di rilievo maggiore emerso dalla prima puntata della discussione credo riguardi il preconcetto legato alla questione cavi. L’impressione è che per una serie di motivazioni non si voglia proprio accettare l’idea che un cavo possa influire sulla sonorità dell’impianto.… Vai all'articolo

La sindrome del cambia-cambia e la difesa di un modello insostenibile

La realizzazione di un impianto audio efficace è vista in pratica da sempre come una sorta di processo evolutivo. Si parte con un sistemino di prezzo più o meno abbordabile e mediante la sostituzione e l’innesto di componenti via via più costosi si dovrebbe arrivare a possederne uno migliore, talvolta di gran classe.

Per quanto si tratti di un metodo dai diversi aspetti positivi, che vedremo tra poco, non so fino a che punto, oggi, si debba fare un atto di fede nei suoi confronti, arrivando persino a imporlo a chi voglia regolarsi diversamente.… Vai all'articolo

Guarda come si sente bene! (il post di fine anno)

Fine anno, tempo di consuntivi. E anche di prendere atto che ormai siamo vicini alla fine del secondo decennio del ventunesimo secolo. Quasi cinquanta anni fa un certo signor Sinfield previde che sarebbe stato quello dell’uomo schizoide. Personalmente ritengo l’abbia indovinata in pieno. Poi, siccome la realtà è notoriamente capace di andare oltre ogni fantasia, oggi vediamo che lo sdoppiamento di personalità non riguarda solo gli umani ma anche le attività a cui si dedicano, sempre più contraddistinte da una realtà bifronte.… Vai all'articolo

Perché le riviste parlano bene di tutto

Uno tra gli elementi che alla lunga ha causato il definitivo disamoramento nei loro lettori, riguarda il parlare bene, da parte delle riviste, di tutto quanto sottopongono a prova tecnica o d’ascolto.

I motivi di tale stato di cose sono molteplici.

Il primo lo si deve alla consuetudine, sempre da parte delle riviste, di provare quasi solo i prodotti realizzati o distribuiti da società con cui hanno in essere contratti pubblicitari. Ci sono poi le dovute eccezioni,  pronte per essere usate come una sorta di foglia di fico allo scopo di dissimulare questa realtà, peraltro verificabile facilmente.… Vai all'articolo