Un Dino… Abarth

Nella tradizione motoristica nazionale Dino e Abarth sono due nomi di grande blasone.

Negli anni 60 e 70 Dino è stata la linea delle Ferrari a 6 cilindri, poi anche a 8. Non si trattava assolutamente di una serie più dimessa, sia pure in apparenza rispetto alla tradizione Ferrari basata sui motori a 12 cilindri, ma solo di qualcosa appena meno irraggiungibile.

La serie Dino fu caratterizzata dalle soluzioni tecniche più avanzate per l’epoca o meglio sperimentali, come il motore posteriore-centrale.… Vai all'articolo

Il cambio valvole crea dipendenza?

Valvole, componenti attivi dotati del più grande fascino, anche a livello visivo, mitizzati a volte in maniera esagerata e su cui si è detto di tutto e di più.

In particolare riguardo alla sonorità che riescono a conferire alle apparecchiature che ne fanno uso. Il suono valvolare, è appunto tra i luoghi comuni più frequentati, e abusati, dalla pubblicistica di settore ma anche palestra per i misuristi di varia estrazione in cui esercitare la loro specialissima concezione dei fenomeni riguardanti la riproduzione sonora, a metà strada tra superficialità disarmante e presunzione spinta oltre i limiti della ragionevolezza.… Vai all'articolo

Valvole, la luce dentro

Le valvole termoioniche, altrimenti definite tubi a vuoto, hanno numerosi meriti. Tra i più significativi l’essere forse il componente elettronico che meglio riesce a smascherare l’elemento mistificatorio insito nel concetto di progresso tecnologico.

Nel suo perenne divenire, il progresso inteso in senso lato, come tale privo di significato proprio come per la maggior parte delle parole-grimaldello innalzate al rango di vessillo ideologizzato, libertà, qualità, competitività, efficienza, verità e così via, viene dipinto come un processo tendente a migliorare la vita delle persone attraverso il perfezionamento inarrestabile dei prodotti e dei sistemi che va a interessare.… Vai all'articolo

Preamplificazione, elemento cardine della riproduzione sonora

Spesso si osserva la preamplificazione, e di conseguenza le apparecchiature destinate a svolgere tale compito, appunto i preamplificatori, con una certa leggerezza. O meglio si tende a non tenere nella considerazione dovuta la loro importanza.

In genere negli amplificatori integrati, composti da uno stadio di preamplificazione e da una sezione finale, l’attenzione viene rivolta quasi solo alla loro potenza di uscita o ad altri fattori numerici come la quantità degli ingressi utilizzabili. Per le amplificazioni a più telai avviene all’incirca la stessa cosa, dato che si tende ad attribuire l’importanza maggiore ai finali, sempre per le questioni di potenza che a volte sembrano essere fin quasi mitizzate.… Vai all'articolo

OTL, gestione e manutenzione

Qualche giorno fa l’amico Alessandro mi ha inviato il messaggio seguente:

Ciao Claudio,
sono rimasto ammaliato dal suono OTL e ho preso un Graaf GM 20, sostituendolo temporaneamente al mio Norma 8.7B; Ma sono anche preoccupato dall’affidabilità (tutti gli OTL o solo i Graaf?) di questi apparecchi. Non per dire ma dopo una settimana di uso, proprio oggi durante un ascolto, ho sentito un botto nelle casse e ho spento subito il GM 20. Ora lo dovrò far controllare.

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OTL, senza trasformatori di uscita

OTL sta per Output Transformer Less, Senza Trasformatori di Uscita. A un certo punto sembrò potesse diventare una soluzione tra le più praticate nel campo degli amplificatori di classe elevata, ma poi il diffondersi dello stato solido l’ha fatta tornare nell’ombra.

Pur essendo in grado di eliminare alcune tra le limitazioni maggiori degli amplificatori a valvole, ha sempre trovato problemi difficili da risolvere nella sua realizzazione pratica. Una volta eseguito in modo corretto, però, l’OTL ha dato vita ad amplificatori irripetibili e a sonorità tra le più affascinanti nella storia della riproduzione audio.… Vai all'articolo